TEMPIO VOTIVO - Santuario "Cuore Immacolato di Maria"
Fraternità "S. Elisabetta d'Ungheria"
Fraternità
"S. Elisabetta d'Ungheria"
Questa nostra fraternità
si incontra il SABATO
dalle ore 16:00 alle ore 17:30
presso il Tempio Votivo,
Piazzale XXV Aprile, Verona.
Si può partecipare
direttamente agli incontri,
oppure contattare
GIAN BATTISTA
al cellulare: 3286897681
email: [javascript protected email address]
PACE E BENE
La nostra fraternità fa parte
dell'Ordine Francescano Secolare (OFS)
ed è composta da
19 fratelli e sorelle.
È servita da un Consiglio
e, attualmente, da un
frate assistente spirituale
dell'Ordine dei
Frati Minori Cappuccini
La nostra sala degli incontri fraterni 
Reliquia di S. Elisabetta d'Ungheria,
pellegrina nelle case delle sorelle e dei fratelli della fraternità
L’Ordine Francescano Secolare
L’Ordine Francescano Secolare è stato fondato da S. Francesco d’Assisi
per i laici che, spinti dallo Spirito Santo,
si sentono chiamati a vivere quotidianamente il Vangelo
e a seguire le sue orme, rimanendo nel proprio stato secolare.
È un progetto di vita rivolto a tutti indistintamente.
È costituito da cristiani che, per una vocazione personale,
dopo un periodo di formazione spirituale e culturale,
e con una Professione solenne o Promessa di vita evangelica,
si impegnano a vivere il Vangelo di Gesù Cristo alla maniera di S. Francesco,
osservandone la Regola approvata dalla Chiesa.
I francescani secolari si impegnano a vivere questa vocazione in ogni situazione di vita.
L’Ordine Francescano Secolare è una delle componenti della grande
famiglia francescana che è formata dai tre Ordini istituiti da S. Francesco:
il primo Ordine (i Frati),
il secondo Ordine (le Religiose contemplative o Clarisse),
e il terzo Ordine o Ordine Francescano Secolare (OFS), ovvero i Laici.
Il francescano secolare,
nella sua vita, decide di:
+ Conoscere il disegno di Dio su di sé e compiere la sua volontà
+ Amare Gesù Cristo e la beata Maria sua madre
+ Essere strumento di pace e bene per il prossimo
+ Vivere la figliolanza nei confronti della Chiesa
+ Accogliere il carisma francescano caratterizzato dall’umiltà,
dalla vita fraterna e dalla letizia francescana.
Attua questi propositi mediante:
+ La preghiera, da cui attinge luce e forza, per una continua conversione
+ La formazione, per conoscere, vivere e amare Gesù Cristo e la Chiesa
+ Il servizio, che concretizza la carità e l’umiltà
+ La testimonianza lieta e coerente al Vangelo di Gesù Cristo
+ La vita in Fraternità per rafforzare i vincoli di conoscenza reciproca,
di amicizia e di comunione propri dell’autentica famiglia di Dio.
IL SIMBOLO DEL
TAU

"San Francesco nutriva grande venerazione ed affetto per il segno del TAU.
Lo raccomandava spesso nel parlare
e lo scriveva di propria mano sotto le lettere che inviava" (FF 1079).
Il TAU è l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico.
Esso venne adoperato con valore simbolico sin dall’Antico Testamento,
per indicare la Salvezza e l’Amore di Dio per gli uomini.
Se ne parla del libro del profeta Ezechiele,
quando Dio manda il suo angelo ad imprimere sulla fronte dei servi di Dio
questo segno di salvezza:
“Il Signore disse: passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme
e segna un TAU sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono".
Il TAU è perciò segno di redenzione.
È segno esteriore di quella novità di vita cristiana
interiormente segnata dal sigillo dello Spirito Santo,
dato a noi in dono il giorno del battesimo.
Il TAU fu adottato prestissimo dei cristiani.
Tale segno lo troviamo già nelle catacombe di Roma,
perché la sua forma ricordava ad essi la croce,
sulla quale Cristo si immolò per la salvezza del mondo.
San Francesco d'Assisi, proprio per la somiglianza che il TAU ha con la croce,
ebbe carissimo questo segno,
tanto che esso occupò un posto rilevante nella sua vita e nei suoi gesti.
In lui il vecchio segno profetico si attualizza, si colora, riacquista la sua forza di salvezza,
perché San Francesco si sente "un salvato dall’Amore e dalla Misericordia di Dio".
Era un amore che scaturiva da una appassionata venerazione per la croce;
é per l'umiltà di Cristo e per la Sua missione
che attraverso la croce ha dato a tutti gli uomini
il segno e l'espressione più grande del Suo Amore.
Il TAU era inoltre, per San Francesco,
il segno concreto della sua Salvezza e la vittoria di Cristo sul male.
Il TAU fu accolto da San Francesco nel suo valore spirituale
e se ne impossessò in maniera così intensa e totale
sino a diventare lui stesso, attraverso le stimmate della carne,
quel TAU vivente che egli aveva così spesso contemplato,
disegnato, ma soprattutto amato.
Il TAU, segno concreto di una devozione cristiana,
è soprattutto impegno di vita nella sequela di Cristo.
Il TAU perciò deve ricordarci una grande verità cristiana:
la nostra vita è salvata e redenta dall’Amore di Cristo crocifisso
e deve diventare, ogni giorno di più, vita nuova, vita donata per amore.
Portando questo segno, viviamo la spiritualità;
rendiamo ragione della "speranza che in noi”
e ci riconosciamo seguaci di San Francesco.
SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA
Patrona dell'Ordine Francescano Secolare

Elisabetta, nata nel 1207 a Bratislava (allora in Ungheria),
è una principessa, figlia del re d’Ungheria Andrea II.
Promessa sposa all’età di quattro anni a Ludovico
che di anni ne ha undici, erede al trono della Turingia (Germania),
Elisabetta cresce alla corte reale del futuro suocero.
È bella, affascinante, buona.
Ludovico ed Elisabetta si innamorano, teneramente.
A quattordici anni Elisabetta si sposa con Ludovico, diventato re,
e a quindici anni ha il primo figlio, Ermanno.
A diciassette anni arriva la seconda bambina, Sofia.
La coppia vive felice nel castello di Wartburg.
La principessa è sposa e madre, ma ha pure tanta fede.
Spesso prega, pure di notte. È semplice, non ama il lusso.
Dai servi si fa dare del tu e, non ostacolata dal marito,
dal cuore buono come la consorte,
aiuta i poveri che bussano alla porta del castello
donando cibo oppure, se sani e in grado di rendersi utili,
offrendo un lavoro.
Elisabetta con le sue ancelle si reca di persona nei tuguri dei poveri
a portare farina, carne e vestiti.
Avvengono anche alcuni miracoli.
Un giorno, durante l’assenza del marito, Elisabetta accoglie nel proprio letto un lebbroso.
Ludovico viene avvisato e tornato al castello, infuriato,
quando alza le coperte del suo letto, invece del lebbroso vede Gesù sofferente.
Un’altra volta chiede alla moglie cosa portasse nel grembiule.
È pane per i poveri che, però, improvvisamente si trasforma in rose.
Ludovico parte per partecipare alla sesta crociata.
Elisabetta ha vent’anni e aspetta il terzo figlio.
Purtroppo, durante il viaggio, il re muore di peste in Puglia,
prima di arrivare in Terra Santa.
Elisabetta rimane vedova e avuta la terza bambina, Gertrude,
inizia ad elargire aiuti alla popolazione affamata,
colpita da una grave carestia.
Cacciata dal castello dai cognati, bramosi di ricchezza e di potere,
la giovane si rifugia da una zia suora e poi con le ricchezze rimaste
fa costruire un ospedale a Marburgo (Germania), dove va a vivere.
Fattasi povera tra i poveri, come San Francesco d’Assisi,
suo contemporaneo e da cui rimane affascinata,
Elisabetta trascorre le sue giornate accudendo i malati.
Cuce vestiti per loro e chiede l’elemosina per procurare il cibo.
Quando non ha nulla da dare da mangiare va a pescare.
Elisabetta subisce tante critiche per il suo stile di vita,
eppure quattro anni dopo la sua morte,
avvenuta il 17 novembre 1231 a Marburgo,
viene proclamata santa.
È patrona dell’Ordine Francescano Secolare (OFS)
avendo emesso la professione solenne nelle mani dei Frati minori
ad Eisenach il 24 marzo del 1228.
Clicca su questo link: Spiritualità di S. Elisabetta d'Ungheria
INIZIATIVA nella PARROCCHIA
SANTUARIO DEL
TEMPIO VOTIVO
(davanti al piazzale della
Stazione Ferroviaria di Verona)
"LASCIA LA TUA PREGHIERA"
nell'Ottavo Centenario Francescano

Statua di S. Francesco nella Chiesa del Tempio Votivo

Le preghiere lasciate dai fedeli in forma anonima
vengono presentate all'altare durante le offerte
della S. Messa del 1° sabato del mese.


PACE E BENE
Verona
