Padri Assistenti OFS

           MESSAGGI PER LA QUARESIMA 2021

Per il nostro cammino di quaresima ecco alcuni spunti (video) dai nostri padri assistenti:

IL DIGIUNO (prima catechiesi)

LE OPERE DI MISERICORDIA (seconda catechiesi)

LA PREGHIERA (terza catechesi)

 


MESSAGGI PER L'AVVENTO 2020

Carissimi , siamo ancora distanziati per motivi di salute, ma  possiamo usare i nuovi mezzi di comunicazione per scambiare contenuti e coltivare la spiritualità. Ogni Settimana i nostri Padri Assistensti ci inviano un video messaggio per riflettere e accomapagnarci sul cammino di Avvento , seguite i il collegamento per accedere al messeggio 

Video Messaggio della Seconda domenica di avvento di Fra. Fabio Spiller

Video Messaggio della Prima domenica di avvento di Fra. Andrea Vaona

Video Messaggio Della terza domenica con la riflessione di fra Stefano


Aprile 2020, Emergenza Covid

Ai carissimi fratelli e sorelle della fraternità francescana secolare regionale del Veneto, il Signore vi dia pace!

Anche noi, assistenti regionali, sentiamo il forte desiderio di starvi accanto in questo tempo in cui, salute e vita, diventano beni ancor più fragili e bisognosi di essere custoditi. Davvero, comprendiamo con voi il disagio e la fatica del non potersi incontrare fisicamente, ma consola, se reale, una fraternità che ha in sé la potenzialità di unità oltre le mura delle nostre case.
Uno dei racconti, strettamente identificativi del messaggio francescano, è quello della Perfetta letizia. Questo dialogo tra Francesco e Leone ha commosso molti e ha provocato altri per il messaggio disarmante che consegna. Tutti si sarebbero adirati, turbati, vestendo gli stessi panni di Francesco, ma lui propone di attuare un atteggiamento tutt’altro che ovvio.
E’ proprio questo fratelli e sorelle carissimi, un momento favorevole per il messaggio della Perfetta Letizia. “Se io avrò avuto pazienza e non mi sarò conturbato, io ti dico che qui è la vera letizia e qui è la vera virtù e la salvezza dell’anima”. Francesco ci invita a guardare una situazione, che avrebbe potuto avere un'unica reazione, da un altro punto di vista. Ci invita a purificare gli occhi pervedere oltre quello che la situazione negativa potrebbe innescare.
Carissimi tutti, non so cosa questa situazione possa comunicarci, ma vista la portata, siamo invitati ad una lettura che va oltre lo scoraggiamento, la paura o la critica. Questo la fanno già in tanti. Forse noi cristiani – francescani abbiamo la possibilità di una lettura che va più in là. Sarà bello e costruttivo, più di ogni altra cosa, comunicarci, quando tutto sarà rientrato, e speriamo presto, come siamo riusciti a vivere questa vicenda. Quanto abbiamo vissuto la Perfetta Letizia, qui, in questo momento. In quale misura siamo riusciti a vedere oltre…

Noi tre assistenti regionali, ci teniamo ad assicurarvi la nostra vicinanza e pensandovi senza la possibilità di celebrare l’Eucarestia, siate certi che ricordiamo all’altare, voi e le vostre famiglie, dai nostri conventi.
E’ questo un tempo opportuno per la preghiera della Liturgia delle ore, per la lettura della Parola di Dio e per seguire la Celebrazione Eucaristica approfittando di numerose possibilità, tramite televisione, via radio e via streaming. Ve ne suggeriamo alcune: papa Francesco celebra alle 7 del mattino da Santa Marta, diretta televisiva su TV2000 canale 28.
C’è poi la Messa dall'Altare del Santo nella Basilica del Santo alle ore 19.00 visibile sul sito internet della Basilica:arca del santo Antonio

 

Di cuore, in attesa di rivederci, vi salutiamo e vi benediciamo!

fr. Andrea Vaona, fr. Stefano Marzolla e fr. Fabio Maria Spiller
assistenti regionali


MESSAGGIO NATALE 2024

Padova, 17 dicembre 2024

Cari fratelli e sorelle OFS, cari frati Assistenti: il Signore vi dia Pace!
Le feste natalizie ormai prossime suscitano in tutti i credenti sentimenti di gioia e gratitudine: l’Emmanuele, il Dio-con-Noi, in Gesù di Nazaret è il Dio che si è fatto uomo per salvarci!
L’umanità non è abbandonata a sé stessa, ma visitata e redenta. Sappiamo bene quanto san Francesco sentisse centrale per la sua esperienza spirituale e di fede la contemplazione del mistero del Natale: non solo tenerezza e stupore per un Dio che umilmente si fa Uomo per salvarci e donarci la vittoria sulla morte. Per san Francesco, da questa particolare relazione nata con l’Incarnazione di Dio, nasceva anche l’impegno:
“Siamo fratelli suoi, quando facciamo la volontà del Padre suo che è in cielo (Mt 12,50). Siamo madri sue, quando lo portiamo nel cuore e nel nostro corpo con l’amore e con la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso sante opere che devono risplendere agli altri in esempio”. (Lettera ai Fedeli, FF 178/2)
Fratelli di Cristo nel fare la Volontà del Padre suo! Madri sue “generandolo” attraverso le opere sante! Ogni cristiano manifesta nel tempo la presenza di Cristo, sempre Emmanuele, sempre Dio-con-noi!
Nei giorni di Natale anche i cuori più segnati da fatica si sciolgono nei canti natalizi che infondono calore e speranza. Nel prossimo anno, anche Giubilare, i francescani ricordano che Francesco ci ha donato un Canto che pone tutto il Creato in relazione con Dio. Nel “Cantico delle creature” l’umanità è presente nella dimensione della misericordia e perdono: “Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo Tuo amore e sostengo infirmitate e tribulazione” (FF 263). Dio misericordioso si manifesta in chi – attingendo dal suo Amore – sono capaci di perdonare!
Sia questo il vero DONO natalizio per noi francescani e per il mondo segnato da violenze: ricevere perdono e dare perdono.
Così questo Giubileo della Speranza avrà compimento!
Sosteniamoci sempre nella Preghiera! Buon Santo Natale a voi!

fra Stefano Marzolla ofm capp, fra Mario Rama ofm, fra Andrea Vaona ofm conv


17 settembre 2024

Preghiera per il Capitolo regionale OFS nell’anno del Giubileo

Padre nostro, che ci ami e ci rendi tutti fratelli e sorelle,
la fede che ci hai donato nel tuo figlio Gesù Cristo, nostro fratello,
e la fiamma di carità effusa nei nostri cuori dallo Spirito Santo,
ridestino in noi, la beata speranza per l’avvento del tuo Regno.
Attingendo alla fonte inesauribile del carisma
che hai suscitato in san Francesco d’Assisi
aiutaci, o Padre, a vivere autenticamente la Regola con le nostre fraternità,
perché sia strumento per testimoniare, nella letizia,
la fede retta, la speranza certa e la carità perfetta.

La tua grazia ci trasformi in coltivatori operosi dei semi evangelici
che lievitino l’umanità e il cosmo, nell’attesa fiduciosa
dei cieli nuovi e della terra nuova,
quando vinte le potenze del Male,
si manifesterà per sempre la tua gloria.
Rendi, o Padre, le nostre fraternità luoghi per vivere le beatitudini,
uomini e donne operatori di pace nei luoghi che abitiamo
e nei contesti sociali che caratterizzano la nostra quotidianità:
animati dalla Tua speranza possiamo donarla
a chi si sente disorientato e confuso,
sull’esempio di santa Elisabetta, san Ludovico e la beata Mamma Rosa.

La grazia del Giubileo ravvivi in noi Pellegrini di Speranza,
l’anelito verso i beni celesti
e riversi sul mondo intero
la gioia e la pace del nostro Redentore.
Facci comprendere la gioia nel servire
che san Francesco imparò da Gesù Cristo:
parla al cuore di ogni francescano secolare
perché metta da parte ogni paura o senso di incapacità
e offra, con semplicità e impegno, i talenti che hai posto nel suo cuore,
anche per l’animazione delle fraternità locali e quella regionale.
A te Dio benedetto in eterno sia lode e gloria nei secoli. Amen


Padova, 19 luglio 2025

Lettera ai Fratelli e Sorelle e Assistenti dell’O.F.S. del Veneto
in occasione della Festa del “Perdon d’Assisi”, 1-2 agosto 2025

Carissimi fratelli e sorelle e Assistenti dell’Ordine Francescano Secolare del Veneto, “pace e bene” a tutti voi!
Mentre ci avviciniamo al 1° e 2 agosto, giorni nei quali la Chiesa e la Famiglia Francescana celebrano il dono immenso del Perdon d’Assisi, desideriamo invitarvi a vivere questo appuntamento con cuore aperto, spirito rinnovato, stupore per le grazie che tale evento sa suscitare nei nostri cuori e anime.
Il 2025 è un anno di grazia davvero speciale: non solo siamo immersi nel Giubileo della Chiesa universale, ma celebriamo anche gli 800 anni del Cantico delle Creature, testo luminoso in cui San Francesco ci insegna a lodare Dio contemplando il creato con occhi purificati dall’amore e dal perdono. È proprio al termine del Cantico che il Poverello inserisce un invito alla riconciliazione fraterna, segno che la lode a Dio trova compimento nel perdono reciproco: «Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione. Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati».
Nelle chiese francescane e parrocchiali di tutta Italia – e anche nelle nostra amata regione – tanti pellegrini e devoti si metteranno in cammino per ricevere l’indulgenza della Porziuncola. Vi invitiamo non solo a partecipare attivamente come fraternità locali, ma anche a essere testimoni di misericordia, aprendo le porte delle vostre fraternità, offrendo accoglienza, ascolto e testimonianza viva del carisma francescano. Anche se il tempo estivo talvolta ci disperde un po’, l’animazione delle fraternità OFS in questa festa può diventare un motivo di conoscenza della nostra realtà fraterna. Potrebbe essere anche l’occasione per la visita ad uno dei Monasteri delle sorelle Clarisse, per vivere insieme la preghiera nella festa.
Ricordiamo che, per ottenere l’indulgenza plenaria per sé o per un defunto, è necessario:
• Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa francescana, cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l’indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).
• Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).
• Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.
• Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un “Padre Nostro” e un’Ave Maria” o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chie-sa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.
• Disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.
Il Perdono di Assisi è più di una pratica devozionale: è una vera esperienza di grazia, che nasce dalla richiesta di San Francesco ed è radicata nella misericordia del Padre, nella mediazione della Vergine Maria e nel sacrificio del Cristo Crocifisso (in questi giorni possiamo rileggere il famoso “Diploma di Teobaldo” nelle nostre Fonti Francescane, n. 3391ss)
Nel 2016, in occasione degli 800 anni del Perdono di Assisi, Papa Francesco ci ricordava che questo dono “continua a generare paradiso” e che il mondo ha un urgente bisogno di perdono, oggi più che mai. Come francescani secolari, siamo chiamati a farci strumenti di riconciliazione nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle parrocchie, nel dialogo con chi è lontano o ferito.
In questo tempo giubilare, chiediamo a San Francesco che interceda per noi, perché non smettiamo mai di essere umili segni di perdono e strumenti di pace.
Con amicizia fraterna, vi benediciamo in Cristo e in San Francesco; vi incoraggiamo a vivere con intensità spirituale questa occasione e a condividerla con generosità.
Il Signore vi dia pace.

Fraternamente, i vostri Assistenti regionali fra Andrea V., fra Mario R. e fra Stefano M.


 APPENDICE 

L’INDULGENZA: che cosa è? - I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l’immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.
Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell’indulgenza. (C.E.I. - Catechismo degli adulti, n. 710)

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L’INDULGENZA DEL PERDONO - Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.